15 marzo 2013

18 MESI

 
18 mesi. Un anno e mezzo. E' una tappa fondamentale nella vita di una piccola creatura.
18 mesi è la taglia di vestiti immediatamente successiva ai 12 mesi, mentre prima c'erano misure diverse ogni tre mesi, ora si fa un balzo di un semestre. A un anno e mezzo è previsto il consueto bilancio di salute. Il piccolo da un bel po' non è più un lattante e si avvia irrimediabilmente verso i "terrible twos".
A questo punto ha acquisito molteplici nuove competenze davvero importanti che lo rendono sempre di più autonomo.

Il ballerino utilizza ormai una cinquantina di parole, di cui solo poche pronunicate correttamente, ma l'urgenza di comunicare lo spinge a crearne sempre di nuove, perfettamente comprensibili alle orecchie di mamma e papà, come "leleàli" quando a colazione chiede i cereali o "cocche" per avere un po' di coccole.
A volte recupera un vocabolo che determina un'azione precisa per indicarne anche il contrario, così quando dice "chiudi" vuole farsi chiudere ma può anche voler farsi aprire una scatola o la porta, o quando, un po' sorpreso, ritrae le manine da sotto il getto d'acqua dicendo "caldo" non si sa bene se l'acqua sia bollente o troppo fredda.

Corre con sicurezza, sale, scavalca e scala qualsiasi ostacolo. E' conscio della sua fisicità e dello spazio circostante che esplora irrefrenabilmente.
Comincia a guardarsi e a conoscere il suo corpicino e a usare un po' tropppo di frequente alcune paroline tipo MIO, IO e NO imponendosi con "capricci" e piagnucolii.

L'imitazione e il gioco simbolico sono le sue attività principali. Prepara il caffè e pretende una tazzina per sè. Mescoliamo i nostri caffè finti e sembriamo due signore che chiacchierano amabilmente alle 5 del pomeriggio. Imita i lavori domestici e si arrabbia se non gli si concede scopa e pattumiera al momento di spazzare, o se non lo si lascia avviare la lavatrice con dentro il carico di mollette per la biancheria che ha sapientemente inserito.

Non so a che fase dello sviluppo sia prevista la padronanza dell'utilizzo dello smartphone perchè suppongo non sia considerato un fondamento dell'educazione infantile, tuttavia non ne condanno l'uso. Oltre a risolvere molti momenti di stallo, credo contribuisca ad accrescere agilità manuale, memoria e anche fantasia e osservare il ballerino che si sceglie la sua musica con quel ditino veloce che scorre su e giù è davvero un piacere.

I bambini sono una ricchezza. Una continua sorpresa e una rinnovata consapevolezza del mondo per noi poveri adulti che diamo per scontate tante piccole cose che invece agli occhi curiosi di un bambino sono scoperte meravigliose.

2 commenti:

  1. Il ditino sullo smartphone è una delle prime cose che imparano...
    Auguri al tuo piccoletto!

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  2. Eh eh! Pare anche a me ;-) Grazie per gli auguri!

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